Il bollettino

PARROCCHIA di LOZZO di CADORE (BL) – Numero unico: PASQUA 2025

ALMENO A PASQUA …

Più di trent’anni fa, entrando in una casa per la Benedizione annuale, il capofamiglia mi ha fatto questa osservazione: “Sa che lei è uno strano tipo di parroco!”. Gli ho chiesto: “E per quale motivo?” – “Perché ogni volta che mi ha incontrato non mi ha mai domandato come mai non mi vede mai in chiesa.” Gli ribattei: “Perché se glielo avessi chiesto lei sarebbe entrato di più in chiesa?”.
Fa coppia con la risposta di un altro uomo di un altro paese che ho incontrato per la prima volta in piazza. A me che l’avevo salutato concludendo: “Allora ci vediamo!” ha ribattuto quasi offeso: “E no, in chiesa, no!”.  Tante volte mi chiedo se così faccio bene a non insistere o se manco al mio dovere di pastore che dovrebbe insistere anche rimproverando. E penso che anche a tanti genitori ed educatori sorgono tante domande e dubbi: cosa devo dire, come devo comportarmi di fronte a certe situazioni? O è meglio tacere? Ricordo a me e anche a voi perché esiste la Chiesa e perché sono prete e in questo momento vostro parroco: per annunciare e far crescere il Regno di Dio con le parole e con la testimonianza. Un mondo nuovo che Gesù è venuto a portare testimoniando l’amore del Padre fino a pagare di persona e ci chiama ad aiutarlo a continuare questa missione essenziale per la vita e la salvezza di questa umanità con l’Evangelizzazione, i Sacramenti e la Carità. Non riduciamo la Chiesa a un ente di beneficenza, a una baby-sitter per i nostri bambini, a un museo per conservare la memoria storica del nostro paese. Quando i missionari aiutano la gente bisognosa in tante parti del mondo non lo fanno come ricatto perché si faccia battezzare. E neanche io l’ho mai fatto. Ma è un segno di quello che il Signore Gesù continua a fare anche oggi, è a lui che i missionari, i preti e i catechisti vogliono portare le persone della cui salvezza-felicità si sentono responsabili. Per cui mi rattristo nel vedere l’assenza dalle Messe festive non solo dei giovani, ma anche di tanti adulti e ultimamente anche di tanti ragazzi e bambini che pure, per grazia, frequentano il Catechismo. Cosa manca? È una domanda per me e anche per voi. Ha fatto scalpore in queste ultime settimane la decisione di un parroco della Val di Non in Trentino, di sospendere quest’anno la celebrazione sia della Prima Comunione che della Cresima, suscitando un inevitabile vespaio. Ma la sua intenzione era buona, far riflettere ai ragazzi e soprattutto ai loro genitori su cosa si aspettano dai sacramenti. Sono soltanto delle occasioni di far festa in famiglia? Celebrazioni sociali per il raggiungimento della maggior età? Occasione per fare e ricevere regali? Passaporto per ricevere altri Sacramenti come la Cresima prima del Matrimonio? Mi sembra che la maggior parte delle volte manchi la cosa più importante: la Fede. I Sacramenti sono i Segni della Fede. Senza questa tutta la nostra costruzione cristiana è come un grande uovo di Pasqua, bellissimo e brillante fuori ma dentro non rimane niente, né la sorpresa che per noi è sempre il Cristo risorto e neanche la cioccolata, ma solo carta stagnola.
Chiedendovi scusa se non sono sempre vi ho incoraggiato, con affetto vi auguro una

Buona Pasqua!
il parroco, don Osvaldo