Notizie dal paese


Le Solennità Pasquali le abbiamo celebrate con la consueta cura. Ci ha aiutati il sacerdote messicano, don Ricardo Mora, già conosciuto a Natale, studente all’Università Salesiana di Roma dove recentemente ha discusso la tesi ed è ripartito per il Messico. La sua parrocchia è dedicata alla Madonna del Carmine e da lì ci ha mandato alcune foto assieme ai saluti per tutti. Anche don Alex dal Perù si ricorda di noi e ci manda i saluti assieme a qualche foto dei suoi giovani e di Padre Robert Prevost OSA, futuro Papa Leone, in mezzo ai giovani del preseminario in Perù. Fa piacere che questi preti giovani, ne abbiamo conosciuti tanti in questi anni: dalla Nigeria, al Camerun, al Paraguay, al Cile, al Perù, alla Repubblica Dominicana e in fine al Messico e di sicuro dimentico qualche altro paese, si ricordino di noi e della nostra comunità. A qualcuno ho augurato di diventare Vescovo e di venire a trovarci con le relative insegne, adesso non rifarei gli stessi auguri.


Il lunedì di Pasqua, 21 aprile, ci ha raggiunto la triste notizia della morte di Papa Francesco. Avevamo ricevuto con commozione la sua Benedizione Pasquale il giorno prima. Avevamo pregato tanto per la sua salute. Preghiamo per lui perché il Signore lo premi per le sue fatiche e lo consoli dei tanti dispiaceri.

Abbiamo pregato poi per il nuovo Papa e ci ha raggiunto la notizia dell’elezione di Papa Leone XIV mentre recitavamo il Rosario del Fioretto quel giovedì 8 maggio. Abbiamo ascoltato con commozione le sue prime parole.


Domenica 27 aprile si è corso ‘il Trail de le Longane’ che ha visto correre sul tradizionale percorso un centinaio di atleti. Vincitore tra gli uomini lo zoldano Isacco Costa, tra le donne Sara Nait. Ha commosso la scelta degli organizzatori accolto dai partecipanti di un minuto di silenzio in memoria di Papa Francesco deceduto sei giorni prima.


Nel mese di maggio la nostra comunità è stata impegnata soprattutto nell’allestire e tener aperta la Mostra itinerante de ‘I santi della porta accanto’ inaugurata sabato 26 aprile e chiusa martedì 27 maggio. Proposta dal nostro Consiglio Pastorale, dopo aver consultato quelli delle Parrocchie vicine e aver chiesto la loro collaborazione, è stata visitata da parecchie persone provenienti anche dai paesi vicini, soprattutto giovani e ragazzi, cresimandi e classi di scuola.

Trascriviamo qui qualche pensiero lasciato sul quaderno all’uscita.

In un mondo spesso dominato dal rumore, è bello scoprire semplici vite di uomini e donne che nell’umiltà, nel nascondimento, hanno saputo dar conto della propria fede affidandosi ogni giorno. Grazie per l’iniziativa.”

“Mi è piaciuto molto dei santi e di Carlo Acutis e il video e le statue” – “Il bello della santità è che profuma sempre di fresco anche se il Santo ha tanti anni.” “Complimenti. Una mostra che merita essere vista per prendere ispirazione da tanti esempi di vita ‘da veri cristiani’.”

“È consolante sapere che non ci sono solo Santi ‘eroici’ ma anche quelli attorno a noi possono essere esempi di santità nel quotidiano. Con un po’ di buona volontà anche noi possiamo vivere con Cristo nella quotidianità”.

In occasione della Mostra ci sono arrivati in dono due dipinti di Enrica Toffoli: uno raffigurante il Beato Carlo Acutis, prossimamente canonizzato, di cui ci è stata promessa da Assisi una reliquia, e uno di Papa Francesco. Ringraziamo l’artista e chi, con lei, li ha donati alla nostra comunità. Li sapremo valorizzare.


Quando arriva il mese di maggio è inevitabile provare una grande nostalgia per il Fioretto di qualche anno fa, della chiesa piena di bambini e ragazzi che facevano a gara per portare i lumini sul braciere a forma di SI, ad annunciare i misteri, a recitare le decine del rosario e le litanie lauretane, con il concorso, i punti e il finale pellegrinaggio-gita premio. S’è vista, anno dopo anno, una progressiva cura dimagrante che lascia amareggiati e perplessi.  Naturalmente non abbiamo rinunciato a proporre la recita del S. Rosario oltre che nelle famiglie magari al posto delle visioni di certi spettacoli televisivi che, come direbbe il Manzoni, pretendono di insegnare il pudore ai nostri ragazzi e ragazze, anche in tre luoghi speciali: la chiesa parrocchiale, la chiesa di san Rocco a Prou e la grotta della Madonna di Lourdes presso la Casa di riposo. Purtroppo, il tempo meteorologico non ha favorito la recita all’aperto in questo ultimo luogo, ma tre gruppi di persone sono stati fedeli a questo appuntamento di preghiera con le intenzioni uscite dal cuore, affidateci dai nostri amici e soprattutto per la Pace nel mondo, tanto ancora lontana.


Giovedì 15 maggio gli alunni delle elementari hanno vivacizzato il Parco dedicato a Papa Benedetto presso la chiesa della Madonna di Loreto, con canti, recita di poesie, cartelloni, girotondi per poi piantare alcune piantine, una per classe, con tanto di cartellino preparato dal CAI locale, prima benedette dal parroco in quella che è chiamata ‘la Giornata della terra’. Gradito e memorabile è stato l’intervento di Antonello Sica promotore dei ‘Sentieri Frassati’: I ragazzi certamente ricorderanno la sua bussola.

Gli stessi ragazzi hanno dato il meglio di sé nello spettacolo musicale offerto nell’auditorium comunale venerdì 6 giugno. La sera precedente i loro amici delle medie hanno presentato ‘Cabaret’ nella Sala pellegrini. Peccato che le loro battute non fossero tutte comprensibili.


Il rammarico del Parroco, e non di lui solo, è la mancanza del Grest estivo. Dopo una ventina d’anni appena festeggiati non si è riusciti a continuare questa esperienza tanto benemerita per la nostra gioventù. Mentre non ringraziamo mai abbastanza chi in passato ha dato il tempo e l’anima dell’animazione, nei laboratori, nelle merende e nelle gite e abbiamo provato un po’ d’invidia per le parrocchie che l’hanno promosso anche quest’anno, ci auguriamo che qualche buon pensiero venga per tempo a qualche genitore, giovane, educatore. Dispiace vedere tanti bambini e ragazzi gironzolare per le strade in questi mesi, un po’ spaesati. E dispiace constatare lo sciopero estivo dei nostri ministranti e chierichetti. Un ringraziamento alle parrocchie, ai parroci e agli animatori che hanno organizzato i Grest e i campeggi a Copada.


I lavori sulla frana di Revis vanno avanti da un po’ di tempo e sembra siano a buon punto: si auspica che si possano portare a termine entro la fine dell’anno. Nel frattempo, abbiamo fatto l’abitudine al rumore delle macchine al lavoro che ci ha accompagnato in questi mesi, anche nei giorni di festa. Un discreto disagio quando per la sicurezza è stata chiusa la strada principale con alcune finestre per il passaggio dei pendolari e ancora di più quando il passaggio è stato chiuso 24/24 ore anche ai pedoni sempre per la caduta di materiale con conseguente obbligato giro fino alla nuova rotatoria di ponte nuovo per il traffico proveniente da Domegge. Problemi ancora più grossi per chi doveva servirsi dei mezzi pubblici anche solo per recarsi alla zona artigianale in località S. Anna. Non ci hanno consolato le notizie provenienti dagli amici del Comelico che, da una vita, fanno ogni giorno una via crucis per recarsi al lavoro tra lavori, semafori e taglio alberi, con la ghigliottina della galleria chiusa alle ore 22. Tanto meno ci sollevano le avventure capitate a quelli di Cancia di Borca di Cadore con la frana dai ghiaioni dell’Antelao e subito dopo quello che è successo a Dogana Vecchia tra S. Vito e Cortina con la frana dalla Croda Marcora iniziata sabato 14 giugno che tiene tutti col fiato sospeso ad ogni goccia di pioggia. Sarebbe troppo facile fare dell’ironia sulle grandi opere in corso sulla strada 51 d’Alemagna come gallerie e varianti progettate in vista dei Campionati mondiali di sci 2020-21 e poi dei Giochi Invernali – Olimpiadi Milano Cortina 2026, e poi constatare che basta una frana per bloccare la strada d’accesso più corta per arrivare alla Perla delle Dolomiti. È vero che gli agenti turistici si sono affrettati a proclamare che non era vero che Cortina era isolata perché rimanevano ben altre tre porte aperte. Qualche ‘indigeno’ è arrivato perfino a benedire la frana che salvava lo ‘splendido isolamento’. La morale: impariamo un po’ più di umiltà, di rispetto della natura che ha le sue leggi e di saggia previdenza e preveggenza, facendo una graduatoria tra le opere più o meno importanti da mettere in cantiere, prima di tutto per il ‘bene essere’ di chi in montagna ci vive tutto l’anno e non soltanto per qualche giorno o al massimo qualche settimana. Finanziamenti e investimenti ci sono per sistemazione della strada ‘del Genio’. Intanto continua il lavoro al campo di calcio con la costruzione della nuova tribuna per gli spettatori.


Da qualche mese a Pradelle è stato istallato un grande container. Abbiamo saputo che è il nuovo centro per la distribuzione della posta per la nostra zona, il servizio che prima era svolto a Pieve di Cadore con spazi e parcheggi ormai inadeguati. Ci rallegriamo di questa nuova presenza che porta nuova vita al nostro paese.


Il 2 giugno una dozzina di parrocchiani si è aggregato all’ormai tradizionale pellegrinaggio diocesano al Santo (Antonio) di Padova.

Verso la fine di giugno due nostre catechiste hanno partecipato al Corso di aggiornamento catechistico del Triveneto a Nebbiù.


Lunedì 7 luglio 2025 ha riaperto le porte il ristorante ‘ai Pellegrini’, dopo alcuni anni di chiusura e alcuni mesi di importanti lavori di ristrutturazione. Il locale di proprietà comunale è stato ampliato comprendendo anche gli spazi dell’ex farmacia, da tempo trasferita in località Sant’Anna.  I nuovi gestori, Carlo Festini e Patrizia Barbato, dopo una ventina di anni di lavoro nel prestigioso Ristorante ‘Lago Scin’ di Cortina d’Ampezzo hanno scelto di investire la propria esperienza, e non solo, nel nostro paese e di scommettere sul suo futuro. Una scelta di vita, anche per il futuro della famiglia, che ammiriamo.

Parecchia gente, di Lozzo e di altri paesi, accorsi alla festa d’inaugurazione, dentro l’ampio ambiente e fuori sulla strada, per ascoltare il saluto del Sindaco, partecipare alla benedizione del Parroco e congratularsi con i nuovi gestori, gustando il ricco rinfresco e augurando a tutti un ‘Buon lavoro’ di ravvivare una storica tradizione di accoglienza con momenti solenni e anche simpatici pranzi e cene tra amici.


Come da tradizione, il 27 luglio, ultima domenica di luglio, ci siamo trovati in buon gruppo a Monte di Sovergna (Pian dei buoi) per la Messa nella chiesetta dedicata alla Madonna. Presenti gli alpini anche di altri gruppi, i superstiti tra i giovani che 55 anni fa l’hanno edificata e tanta gente di Lozzo e dei paesi vicini, abbiamo pregato per tutti i caduti di tutte le guerre e negli incidenti in montagna, e soprattutto per la pace, mai così tanto lontana e sospirata come in questi giorni. Gli alpini con l’aiuto dei volontari hanno preparato il rancio sul prato antistante il Casermone di Soracrepa.


Giovedì 31 luglio per due ore abbondanti un discreto numero di ascoltatori è rimasto inchiodato alle poltrone del nostro Auditorium per ascoltare i pezzi eseguiti dai ‘Musici del Cadore’, una ventina di uomini e donne di tutte le età e di varie nazioni, in un saggio offerto al paese di Lozzo che li ha ospitati per una decina di giorni per un corso di perfezionamento sotto la guida del M° Diego Masutti. Si è svolto in due tempi. Prima con due o tre strumentisti (pianoforte e violino) e poi con tutti i musicisti, con l’aggiunta di violoncelli e clavicembalo. Il repertorio è variato da G. Tartini, Mozart e Vivaldi a D. Shostakovic e G. H. Rodriguez. Peccato per chi se l’è perso! Tanto più che quasi certamente sarà l’unico concerto che potremo ascoltare quest’estate dal momento che, scrutando il programma della Rassegna degli Organi del Cadore per questa stagione, non ho trovato quello ormai tradizionale intitolato a San Lorenzo. Spero sia un’assenza e una dimenticanza momentanea.


Personaggi che non si mettono in mostra

Per quasi due settimane abbiamo potuto godere della presenza di due fratelli della Lombardia: don Enrico Parolari e sua sorella, monaca clarissa in un monastero della Repubblica Centroafricana, in Italia per un po’ di riposo. Arrivato per seguire il campo scuola delle parrocchie della Val Boite, quando gli è stato chiesto dove fa il parroco di è schernito sussurrando qualcosa. Solo quando se n’è andato abbiamo scoperto chi è e che peccato non averlo ‘sfruttato’ di più.

In settembre avremo come ospite per pochi giorni Mons. Lucio Nicoletto Vescovo Prelato della Chiesa di São Felix do Araguaia, nello stato del Mato Grosso, un prete padovano missionario fidei donum in Brasile, prima vicario generale nel Roraima e adesso vescovo nel Mato Grosso.

È arrivata la notizia della morte dell’Arcivescovo Mons. Alberto Bottari De Castello, di Montebelluna, già Nunzio Apostolico in Africa, in Finlandia e in Ungheria. È venuto qualche anno fa a celebrare con noi la Messa nella Festa di San Lorenzo.

Un nostro prete Diocesano, Don Luca  Sartori di Longarone, che abbiamo conosciuto quando prete novello è venuto a celebrare una della sue prime Messe nella nostra chiesa della Madonna di Loreto, dopo qualche anno di preparazione presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica, l’istituto che forma il personale diplomatico della Santa Sede,  e aver  conseguito il 27 maggio 2024  il dottorato in diritto canonico su un tema di scottante attualità ‘Lo statuto giuridico dei Luoghi Santi di Gerusalemme’ è stato nominato dal Papa lo scorso 1° luglio segretario di Nunziatura e destinato alla sede di Belgrado. Potrebbe tra qualche anno diventare Nunzio. Anche la sua è una missione a servizio della Chiesa.

Un’altra persona salita alla ribalta della cronaca è stata nostra ospite nel mese di giugno.  È Elena Zanin, fondatrice di EZ Language Trainer, tra le cinquanta imprenditrici selezionate per la short-list del Premio GammaDonna, iniziativa che ogni anno punta i riflettori sulle donne protagoniste del cambiamento in Italia. La finale del concorso si svolgerà il prossimo 4 novembre a Torino, nell’ambito di “Torino Capitale Europea dell’Innovazione 2024-2025”.
Bellunese, Zanin ha sviluppato un metodo di insegnamento delle lingue che combina elementi linguistici, approcci psico-emotivi, tecnologie digitali e tecniche di gamification, con l’obiettivo di rendere l’apprendimento accessibile ed efficace per ogni età e livello. Un modello che affonda le sue radici nell’esperienza personale e professionale della fondatrice, maturata inizialmente insegnando italiano all’estero e poi consolidata in contesti aziendali, tra cui Luxottica e Costan.
«Il mio punto di partenza è sempre stato il vissuto delle persone – spiega Zanin –. L’italiano medio ha spesso la convinzione di non poter imparare una lingua straniera, perché il nostro sistema scolastico ha radicato un apprendimento silenzioso, non comunicativo, basato sul voto e non sulla funzionalità della lingua come strumento».
Nel 2018, Zanin rileva una scuola di lingue storica del territorio bellunese per sviluppare il proprio progetto formativo. Nasce così EZ Language Trainer, oggi attiva con tre sedi – Belluno (Borgo Piave), Lozzo di Cadore e Vittorio Veneto – e un team quasi interamente al femminile, specializzato in otto lingue. L’azienda punta molto anche sulla formazione online, che permette di raggiungere studenti in Italia e all’estero, inclusi alcuni residenti negli Stati Uniti.
Una delle caratteristiche principali del metodo proposto è l’attenzione all’aspetto emotivo e motivazionale degli studenti.
«La cura dell’aspetto psico-emotivo dello studente è un aspetto fondamentale – prosegue Zanin –: lavoriamo sui blocchi emotivi con elementi legati alla programmazione neurolinguistica (PNL) e adattiamo il percorso al contesto in cui ogni studente è vissuto. Per noi ogni corso è sartoriale: creiamo materiali autentici, senza libri preimpostati, lavorando su fonetica e comprensione attiva per colmare il divario tra passivo e attivo». Oltre all’attività formativa, EZ Language Trainer investe in innovazione didattica attraverso la formazione continua del proprio personale e una visione di sviluppo che parte dal territorio per guardare oltre. Tra i progetti in cantiere, anche una sede mobile: un camper attrezzato per portare l’insegnamento delle lingue in aree isolate o difficilmente raggiungibili.


Su 13 bellunesi brilla la Stella al merito del lavoro

Sono tredici i bellunesi ai quali quest’anno è stata conferita la “Stella al Merito del Lavoro”, onorificenza decretata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella su proposta del Ministro del Lavoro Elvira Calderone.

Tra i tredici Graziella De Bon (Trenti Industria Occhiali spa, Perarolo di Cadore). La “Stella al Merito del Lavoro” è un prestigioso riconoscimento, istituito nel 1923, che premia lavoratrici e lavoratori che si sono distinti per meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale. La “Stella”, per legge, comporta il titolo di Maestro del Lavoro e viene concessa, ogni anno, ad un ristretto numero di lavoratori dipendenti. «Anche quest’anno la provincia di Belluno – ricorda Giuseppe Colferai, console della Federazione provinciale dei Maestri del Lavoro – è stata gratificata da un numero significativo di insigniti che riflette la grande operosità e professionalità presente nella nostra area, dimostrando come il tessuto produttivo bellunese sia composto da persone di grande valore e dedizione.” Il riconoscimento, decretato dal Presidente della Repubblica, è stato consegnato ai premiati oggi 2 maggio durante una cerimonia ufficiale organizzata dalla Prefettura di Venezia al Teatro Toniolo a Mestre.


Ci complimentiamo con i fratelli Suani, Valentino e Chiara, che nel giro di poche settimane hanno raggiunto quasi in tandem il traguardo della laurea, il primo in giurisprudenza a bologna e la seconda in Biotecnologie a Ferrara.


Sabato 26 luglio si è tenuta a Calalzo in loc. S. Giovanni l’ultima edizione della consegna del Pelmo d’oro, un premio annuale istituito dalla Provincia di Belluno come riconoscimento per le persone benemerite per l’attività svolta in tanti modi a favore la vita delle popolazioni di montagna. All’interno di questa manifestazione è stato consegnato un attestato intitolato al dr. Giuliano De Marchi, medico e alpinista, morto anni fa sull’Antelao, al dr. Alfio De Sandre ‘Danel’ per l’opera a favore della nostra gente soprattutto come responsabile del Servizio di alcologia di Auronzo e poi del SERD provinciale. Questo servizio, sospeso in seguito al Covid ‘19’, è ripreso da qualche mese, in collaborazione con l’Università di Padova. Iniziato con il dr. Domenico Mongillo affiancato da Otto Pallabazzer, è continuato con il dr. De Sandre coadiuvato da tanti collaboratori. Lo stesso, pur pensionato, continua a dare una mano.
Di lui ancora ragazzino vorrei ricordare un episodio per evidenziare la sua tenacia.Siamo nei primi anni Sessanta del secolo scorso. Durante l’estate a Calalzo, dove ora c’è il campo sportivo, c’è un Congresso non ricordo se di chierichetti o di aspiranti di AC. Il Pievano che non può accompagnarli affida una decina di ragazzi a un giovane seminarista di pochi anni più anziano. La giornata trascorre tra canti, giochi, preghiere e scherzi.  Al momento di riprendere il biancazzurro ‘trenino delle dolomiti’ per ritornare a casa (erano i suoi ultimi anni di vita) un gruppetto s’impunta: ‘Noi non saliamo in treno, risparmiamo il costo del biglietto perché vogliamo rifare la strada a piedi’. Dopo aver cercato invano di convincerli, il gruppetto s’incammina per i 20 chilometri di strada, gli altri rimasti li sorpassano a Peaio e arrivati a destinazione avvisano il Pievano che, non potendo prendersela troppo con l’irresponsabile seminarista, prende il ‘Galletto Guzzi’ o l’utilitaria (non ricordo se era una Fiat 850 beige) e va incontro agli stanchi ma vittoriosi campioni. Ebbene uno di loro mi pare fosse Alfio Danel, il dr. De Sandre.


Alle ore 22 di domenica 27 luglio su invito di Pax Christi le campane di parecchie chiese della nostra Diocesi (da quelle della chiesa cattedrale alla nostra) hanno suonato ‘fuori orario’ per ricordare a tutti cosa sta succedendo a Gaza, l migliaia di morti soprattutto civili sotto i bombardamenti, per denutrizione o colpiti mentre sono in attesa di ricevere i viveri che arrivano con il contagocce. “Disertiamo il silenzio” era lo scopo dell’iniziativa. Parecchi erano perplessi quasi fosse un parteggiare per una parte contro l’altra. Non si trattava (non si tratta) di fare il tifo per una squadra che ha ragione contro una che ha torto, per un ciclista contro un altro. E’ ora di gridare: Basta alla guerra! Basta all’uccisione di persone innocenti! Basta fomentare il clima di odio contro l’altro! Alla fine, cosa rimarrà se non la desolazione delle macerie e dei cimiteri?


La S. Messa vespertina di domenica 3 agosto è stata presieduta da Padre gesuita John Baldovin che assieme al confratello P. Marco è tornato al paese d’origine del papà Giovanni emigrato giovanissimo negli USA nel 1920. È stimato docente di liturgia e partecipa ai convegni di studio. Quest’anno poi festeggia i 50 anni di ordinazione presbiterale. Gli auguriamo ogni bene e lo ringraziamo per il suo attaccamento alle sue radici familiari e alla terra cadorina.


L’Associazione ‘Libera’, fondata da don Gigi Ciotti con l’aiuto di tanti collaboratori tra cui la nostra paesana Mirta Da Pra, ha organizzato per i giovani in Cadore due Campi Scuola per formare alla legalità: uno a Calalzo alla colonia S. Giovanni e uno a Lozzo al rifugio Ciareido, con la collaborazione anche di soci del CAI di Lozzo e di Auronzo, nella manutenzione dei sentieri.


Per il liceo linguistico paritario ‘Cadore’ di Auronzo si paventava una prossima chiusura per la mancanza di iscrizioni e di finanziamenti. L’intervento sostanzioso della Provincia e di altri enti pubblici garantisce la sopravvivenza anche per il prossimo anno in attesa di una forma di collaborazione con gli istituti superiori statali della zona.


Dal mondo sportivo arrivano tante belle notizie: la promozione della squadra di calcio dell’Auronzo vincitore del torneo di 3^ categoria e promosso alla serie superiore e inoltre vincitore della provinciale ‘Coppa Dolomiti’. La fusione della squadra del Cadore, dopo una sfortunata annata, con quella del Domegge per cui si riparte nuovi dalla 2^ categoria. L’inaugurazione del nuovo campo sintetico negli impianti sportivi di Calalzo dove la Palestra Iefeso ha festeggiato i 40 anni di vita.


La mattina di sabato 14 giugno sono ritornati Carla e Luciano che ci hanno permesso di trasmettere dalla chiesa della Madonna di Loreto un’ora di preghiera con il Rosario, le Lodi e la S. Messa per Radio Maria. È un’occasione per far conoscere il nostro piccolo santuario mariano con la sua storia al di là dei nostri confini. Mercoledì 28 maggio il nuovo direttore del settimanale della provincia ‘l’Amico del popolo’, Alberto Laggia accompagnato da Luigi Guglielmi ha voluto incontrare i parroci e i giornalisti corrispondenti della zona del Cadore e di Ampezzo per ascoltare i loro suggerimenti e proposte e per esporre la situazione i progetti per il futuro. Grazie a Matel che ci ha ospitato nella sua sede.